Il mercato galleggiante di Amphawa e gli imprevisti durante il colpo di stato.

Ci troviamo a Bangkok nel bel mezzo delle proteste, e’ il 22 dicembre 2013.

Decidiamo quindi di fare una gita foi porta e raggiungere Amphawa e il floating market a 70km dalla città.

Come sempre all’avventura, sai quando parti e incroci le dita sperando di arrivare, il tempo non ha più importanza visto il meraviglioso panorama che ti può offrire un viaggio così rustico, in mezzo alla folta natura, dove veramente i Thai vivono e trascorrano le loro giornate.

Ci alziamo presto la mattina, prendiamo la metro e ci dirigiamo verso la stazione dei treni locali fuori città. Scendiamo dalla metro e chiediamo indicazioni per la stazione a delle persone con in mano bandierine della Thailandia, quelle mani di plastica per applaudire e fischietti….” Iva ma…..ci sara’ una partita? O forse è una festa popolare…? e dentro di me pensavo…”non sarà mica la protesta??” IMG_65679464410863 CERTOOOO!!! Ma ovviamente noi dove dovevamo capitare???

Proprio sulla strada principale del corteo! Una folla che non potete nemmeno immaginare! Gente in motorino, a piedi, in bicicletta, sui furgoni carichi di persone come un carro al carnevale. Adulti, bambini… tutti, e dico tutti con un fischietto ed una bandiera, uniti per una protesta che va avanti da più di due mesi.

Un’energia densa, palpabile, respirabile, che sentivi nel battito del tuo cuore, ad un certo punto avevamo la pelle d’oca, io ed Ivana ci siamo guardate e non avevamo più parole, ho ancora i brividi solo a scrivere le sensazioni che ho provato!

Non c’ero negli anni sessanta per poter fare un confronto ma credo che la stessa energia che si possa paragonare a quel periodo in Italia, loro combattono pacificamente per qualcosa in cui veramente credono, hanno la forza di scendere in piazza ogni domenica e paralizzare la città fino a sera con musica e sorrisi solo per far vedere allo stato che loro non vogliono fare la guerra ma solo far valere i propri diritti! IMG_65713496364863A volte mi chiedo…ma un decimo della loro forza, noi, non potevamo averla?

Estasiate siamo riuscite a raggiungere la stazione e salire su un convoglio sganasciato, che dondolante è partito lasciando la folla.

Palme, palme e ancora tante palme, case di latta, bambini che giocano sui binari mentre i genitori stendano e raccolgano il proprio mercatino ogni volta che passa un treno, sapete perchè? Semplice, i villaggi sono talmente piccoli che l’unico spazio disponibile per vendere frutta, verdura, vestiti e oggetti vari è solo sui binari!

Dopo un’ora di treno, 15 min di battello, dopo aver perso la concidenza con l’altro treno, saltate al volo sopra a un mezzo senza nome a sei ruote e trovato per caso un tuk tuk gigante, siamo arrivate in questo magico magico paese.

E’ costruito su palafitte dove la maggior parte dei ristoranti è su una barchetta…o meglio la cucina è su una barchetta..i tavolini davvero piccoli sono sulla zona pedonale dei canali dove passanti e bancarelle si incastrano in maniera quasi millimetrica.

I nogozietti di artigianato e prodotti tipici sono ovunque, e’ affascinante camminare e perdersi tra i viottoli prima di un pranzo luculliano a base di pesce.

Ci sono case famiglia che offrono posti dove dormire e assaporare i pasti tipici del luogo. La prossima volta ci fermeremo almeno una notte!

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