30 giorni alle Filippine

Dal 28 aprile al 28 maggio 2013.

Le Filippine, un insieme di meravigliose isole, più di 7000! Un mese non è sufficiente.

Siamo partite da Manila, fermandoci qualche giorno: una della città più inquinate, sporche e povere di tutta l’Asia.

Appena abbiamo potuto siamo partite per il sud. Autobus per Batangas, battello per Sabang e subito due immersioni in uno dei mari ritenuti uno dei più belli al mondo.

Tre giorni a Sabang giusto per raccogliere un po’ di informazioni su dove andare e si parte! Abbiamo anche trovato due nuovi compagni di viaggio, Tobias e Rosy, una coppia di couchsurfing che ci ha ospitato a Sabang.

Nelle Filippine non è così veloce e facile spostarsi da un’isola all’altra, i batò (battelli locali) sono lentissimi e le strade non sempre sono asfaltate quindi, l’unica cosa da fare, è armarsi di pazienza e godersi il panorama davvero unico.

La nostra destinazione è Boracay e partendo da Sabang ci sono due alternative: la più economica e anche la più lunga, ma decisamente la più “locale” è Sabang-Puerto Galera con il jeepney (mini autobus), autobus per Roxas, nave per Caticlan e batò per Boracay; l’altra soluzione, che è quella che abbiamo scelto noi, è batò per Batangas, nave diretta per Caticlan e batò per Boracay.

Una cosa che abbiamo imparato dai filippini è NON FIDARSI MAI! Il loro scopo, sempre e comunque, è quello di farti spendere più soldi ed è per questo che non abbiamo scelto di seguire il primo percorso, tutti lo sconsigliavano perchè dicevano che era pericoloso, cosa assolutamente non vera! Il secondo percorso costava semplicemente di più, ma questo noi l’abbiamo scoperto dopo. Sbagliando si impara e vi possiamo assicurare che il resto del viaggio è stato davvero low cost e super “local”.

PH Boracay (2)

Boracay è un’isoletta paradiso, spiaggia infinita e bianchissima, noi abbiamo alloggiato nella Station three, nella casa di un locale che affittava le stanze a poco. Boracay è abbastanza cara paragonata ad altri posti, ma se si cerca un po’ si trovano prezzi ragionevoli.

La Station one è la più cara con resort a 5 stelle e con locali e ristoranti proprio sulla spiaggia, la Station, three la più economica con ostelli e locali che fanno happy hour, la Station two è una via di mezzo tra le altre due.

Sull’isola di Boracay c’è Puka Beach, considerata la spiaggia bianca, più romantica e più bella al mondo.

Dopo Boracay abbiamo fatto una super attraversata per raggiungere Dumaguete, due isole più giù. Sveglia alle 5, batò per Caticlan, bus per Iloilo, batò per Bacolod, bus per Dumaguete. Dopo 17 ore di viaggio arriviamo distrutte a destinazione!

Si è vero, avremmo anche potuto dividere il viaggio e fermarci una notte a Bacolod, ma eravamo impazienti di fare delle immersioni su Apo Island, una delle riserve naturali più belle delle Filippine! Alloggiamo a Dumaguete al Harolds Mainsion consigliato anche per il suo centro diving per fare immersioni all’isola di Apo.

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Eravamo gasatissime, abbiamo speso un giorno per girarci la città impazienti dell’attesa, la sera al ristorante sognavamo ad occhi aperti le 3 immersioni che avevamo prenotato, andiamo a letto caricando la nostra GoPro pronta per vedere ogni specie marina…e cosa succede? Il giorno dopo Ivana si sveglia con 37,8 di febbre!

Non è nulla dai, facciamo colazione e decidiamo cosa fare, dopo mezz’ora la febbre è salita a 38,5! Che sfortuna! Abbiamo dato la GoPro a Tobias e a Rosi e noi siamo state tristemente in ostello, ma meno male!

È stata la giornata più lunga in 10 mesi, alle 11 siamo andate in ospedale pensando fosse Dengue Fever, la febbre era arrivata a 39,5 e non scendeva nemmeno con antibiotico e paracetamolo. Visita medica, esame del sangue e ci dicono che non è Dengue, solo una brutta influenza, ghiaccio sulla testa per tutto il giorno, 24 ore di febbrone, il giorno dopo tutto passato! Giusto giusto per farci saltare le immersioni. Va beh eravamo giá pronte per nuotare con i Whale Sharks (squali balena) ad Oslob!

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Da Dumaguete si prende il tricicle (moto attrezzata per trasportare fino a 5 persone) per Sibulan, batò per Liloan, autobus per Oslob, notata con gli squali balena e di nuovo autobus per Moalboal per fare un’immersione con un infinito numero di sardine, questa immensa macchia nera che si muove quasi come una danza davvero impressionante!

Dopo Moalboal si continua a salire verso Malapascua passando da Cebu.

Malapascua è un’isola super turistica con solo resort piena di ricconi Americani, Asiatici, Europei e tantissimi Russi! Mare cristallino, qui è uno dei pochi luoghi al mondo dove puoi fare immersioni con gli Thresher Sharks (squali)!

Per arrivarci bisogna prendere un piccolo batò da Maya, cercano sempre di fregare il turista chiedendo cifre assurde, le scuse sono infinite per cercarti di convincerti che la barca non partirà mai se non piena, diranno che è bassa stagione e non c’è nessuno, che l’autobus dalla città con altre persone arriverà tra due ore, insomma il prezzo ufficiale è di 80 pesos, loro inizieranno con 1000 per poi scendere. A volte chiedono 100…la scusa? Che è bassa marea e bisogna pagare 20 pesos in più per la piccola barca che vi porterà al batò ancorato poco più distante, ma non vedrete quasi nessuno dare queste 20 pesos in più, solo i turisti.

Noi abbiamo dormito nell’unico alloggio per backpackers di tutta l’isola, al Bibi resort, il più economico, solo 300 pesos per una doppia con bagno in comune.

Il giorno dopo alle 5 del mattino prontissime per la nostra immersione con gli squali!

Eravamo poco più di metà del nostro tempo alle Filippine, ci aspettava un’altra attraversata per raggiungere l’isola di Palawan, la nostra ultima tappa prima di tornare verso Manila.

Da Malapascua batò per Maya, bus per San Pedro, trcicle per Hagnaya, batò per Santa Fè sull’isola di Bantayan. Una piacevolissima e inaspettata sosta di un giorno su questa isola per nulla turistica, distrutta dall’uragano, in ricostruzione. Ci sono ancora i tendoni dell’unicef, i villaggi locali sono capanne di latta su spiagge bianchissime, i ragazzi giocano a basket su un polveroso campo.

PH Santa Fe (20)

La mattina dopo partiamo in nave dalla città di Bantayan e ci dirigiamo a Cadiz poi bus per Bacolod e nave per Iloilo, pronte a salpare per 36 ore di una lentissima nave con destinazione Puerto Princesa sull’isola di Palawan! Certo che c’è un volo da Cebu diretto a Puero Princesa, ma ci saremmo tolte metà del divertimento! Uniche turiste su una nave che poteva sembrare la terza classe del Titanic, pacchi, pacchetti, scatoloni pieni di cibo, galli che cantavano “chicchirichì” chiusi in una scatola, bambini con i piedi sporchi che correvano tra i letti a castello saldati sul pontile della nave. Che avventura! Appena approdati sull’isola di Palawan ci dirigiamo a El Nido, un incantevole chicco a 6 ore di autobus da Puerto Princesa…abbiamo perso 6 anni di vita! Gli autisti guidano come dei pazzi! A El Nido ci siamo proprio rilassate, buon cibo e mare stupendo. Abbiamo alloggiato al Hacunamatata Backpacker, per prenotazioni facebook.com/hakunamatata.elnido offrono anche dei tour per fare island hopping, parlate con Laise.Noi ci siamo godute la gita in barca da un’isola deserta all’altra, nuotato con un sacco di tartarughe, razze, nemo, barracuda, calamari, e tanti altri pesciolini. Come ultima tappa prima di tornare a Manila, Coron un paradiso di relitti Giapponesi perfetto per fare un sacco di immersioni nel loro interno. Noi abbiamo alloggiato al Sea Dive Resort, un posto davvero incantevole, camere pulite a partire da 450 pesos, le camere più carine vanno da 900 pesos con ventilatore, ma se farete delle immersioni con loro potrete barattare il prezzo fino a 500.

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Chiedete di Nikko per le immersioni, se vorrete fare dei corsi (Open Water, Advance, ecc) chiedete di Tobias, il ragazzo americano con il quale abbiamo condiviso con lui e la sua fidanzata 20 giorni di viaggio nelle Filippine, vi tratterà bene.

PH Boracay (4)  Tobias e Rosy

Ci siamo immerse 8 volte in 3 giorni oltre i 30 metri, per vedere il relitto più grande al mondo Irako siamo scese addirittura  fino ai 39 metri! Decisamente fantastico! Il tempo alle Filippine non è mai abbastranza, troppe cose belle da vedere, bisogna solo un po’ abituarsi al fatto che è un paese in crescita, ma non sono ancora abituati al turista. Pensano che il turista sia ricco a prescindere e lo vedono solo come macchiana da soldi, cercano sempre di chiederti il doppio se non il triplo del prezzo per qualsiasi cosa, prima di pagare abbiamo imparato a chiedere ai locali, almeno per avere un’idea.

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4 pensieri su “30 giorni alle Filippine

  1. Un bellissimo racconto di viaggio! siete due ragazze fantastiche! Ho letto tanta passione..tanto entusiasmo e soprattutto tanto amore per la vita…la stessa che vi ha dato questo stimolo nel girare il mondo con pochi soldi e divertendovi comunque! complimentoni ragazze, mi avete appassionata..ora vi seguiro’ con piu’ gioia!!

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  2. Sono stato da poco per un mese alle Filippine e condivido in pieno che le grossolane “truffe sui prezzi” non sono all’ordine del giorno …ma dell’ora!!! …talvolta è stato anche snervante. Altro che città dove vivo!!!

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