Nella sfortuna c’è chi trova la fortuna. Parte 1

Dopo 16 mesi di viaggio ci sembra pure giusto fare un resoconto dei nostri disastri per farvi capire che anche se ci capitano sfighe varie, riusciamo sempre a trovare il lato positivo della cosa.

1) Prima notte a Mosca, 23 luglio 2013. Alloggio prenotato tramite internet, abbiamo un indirizzo in Russo segnato su una mappa.
Quasi impossibile da scovare, camminiamo per delle ore, tanto Mosca è piccina.
Finalmente raggiungiamo la reception dell’hotel e ci viene comunicato che è stato fatto un overbooking quindi ci avrebbero portato nel palazzo di fronte. Una ragazza che non parla inglese, ci accompagna attraverso un orribile e macabro cortile, in una stanza a luci rosse con specchi su soffitti e armadi. Sul materasso nudo e crudo correvano su e giù delle bestioline nere.
Come primo impatto è stato fortissimo, ci siamo subito chieste “ma chi ce lo ha fatto fare di partire per un viaggio lungo sei mesi, non potevamo andare alle Maldive per due settimane?”. Sicuramente ci saremmo rilassate di più.
Dopo vari tentativi di comunicazione con le mani e con dei disegni, riusciamo a parlare con la Manager.
Alla fine del calvario andiamo a dormire per lo stesso prezzo nell’altro loro ostello vicinissimo alla Piazza Rossa.
Ci è toccato camminare un’altra mezz’ora per raggiungerlo, ma ne è valsa la pena. Svegliarsi e vedere il Cremlino è una delle sensazioni più magiche.

Viva chi accetta le prenotazioni più del dovuto e viva noi e la nostra fortuna.

Dopo questa esperienza prima ed ultima volta durante questo viaggio, che usiamo internet per prenotare un alloggio.

Cremlino

2) Siamo in Giappone al quarto mese, ottobre 2013.
Un paese che sognavamo entrambe fin da piccole.
Dopo un mese girando ogni angolo di questo stato dobbiamo tornare a Osaka per la seconda volta, in quanto il volo più economico per Taiwan parte da lì, e menomale!
Dopo una lunga giornata di cammino, giunte a destinazione, ci accorgiamo che il nostro tablet non carica più. Panico assoluto, non avevamo ancora mai fatto il backup delle foto.
Fortunatamente il signore che ci ospita è un appassionato di elettronica e nel suo ufficio riesce a salvare tutto il materiale su dvd bluray.
Il tablet si spegne definitivamente dopo un’ora.
Ormai spento da giorni, le speranza di riaccenderlo sono davvero minime.
La fortuna nella sfortuna è che la nostra successiva tappa è Taipei, città dove producono e riparano i prodotti Asus.

Shrine a Osaka Giappone

In più, il caso ha voluto che il fratello di chi ci ospitasse è un tecnico dell’Asus! Questo è culo.
Il giorno stesso, appena  atterrate, ci accompagnano al centro assistenza, dopo una settimana abbiamo ritirato il nostro tablet con una nuova batteria, cavo e caricatore, il tutto per 0 euro. Non poteva che succedere in un luogo migliore.

3) Voliamo a Manila a fine aprile 2014. Riusciamo a partire per Sabang dopo i vari nostri tentativi di cercare di ottenere un nuovo passaporto per Lola. L’idea è quella di stare solo due notti, il tempo di fare qualche immersione.
La sera, prima di lasciare l’isola, ci contatta tramite couchsurfing un ragazzo americano fidanzato con una filippina, il quale ci invita a stare da loro almeno una notte. Decidiamo quindi di stare un giorno in più.
Ci rendiamo subito conto di aver preso la decisione giusta. Passiamo una serata sensazionale tutti e quattro insieme!
Ci salutiamo prima di andare a letto visto che la mattina seguente decidiamo di prendere il primo traghetto per Batangas delle 6:00.

Bato' - Boracay

Il giorno dopo, per 1 minuto, perdiamo il battello che parte proprio davanti ai nostri occhi. Incredibile ma vero, Tobias e Rosi ci volevano fare una sorpresa e venirci a trovare a Boracay, quindi senza pensarci due volte siamo partiti insieme il giorno dopo alle 6, questa volta siamo arrivati puntuali.
Lui è un istruttore subacqueo, abbiamo viaggiato immergendoci insieme per tutte le Filippine per quasi un mese.
Immersione alle FilippineL’ultima nostra sosta in questa magica terra è stata Coron. Ci innamoriamo tutti di questo incantevole posto, tant’è che Tobias e Rosi si sono trasferiti lì, lui lavora presso la scuola di diving e noi li raggiungeremo per fare il Dive Master, il corso per diventare guide subacquee. Passeremo Natale e Capodanno 2014 con loro dormendo nel loro yatch per quasi tre mesi.
Delle volte è un bene perdere il mezzo di trasporto!

4) Siamo a Bangkok, giugno 2014. Per la seconda volta il nostro tablet si rompe. Senza motivo decide di non accendersi più.
Dopo aver trascorso un mese straordinario alle Filippine, facendo immersioni ovunque, ci rendiamo conto che la nostra priorità era il viaggio e il goderci dei momenti unici, quindi la voglia di riperdere del tempo per aggiustarlo non ce n’era.
Bangkok ThailandA questo punto decidiamo di visitarci la città e di abbandonare l’idea di avere un tablet. La tecnologia non è tutto, tranne quando, a l’unico cellulare rimasto, quindi l’unico mezzo di comunicazione che abbiamo, succede la stessa cosa del tablet. Schermata nera, nessun segno di vita. Due su due era troppo.

La sera stessa partecipiamo ad un evento di couchsurfing, siamo in più di 80 persone, tutti di nazionalità diversa, ognuno lì per un motivo differente. Chiacchierando con i vari sconosciuti, conosciamo un hacker di professione, ci da due dritte su come riparare entrambi i device. Il giorno seguente come per magia tutto si accendono entrambi.

Parlare con gli sconosciuti può risultare interessante.

Ti è piaciuto l’articolo? Vai a leggere “Nella sfortuna c’è chi trova la fortuna. Parte 2”!

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