Nella sfortuna c’è chi trova la fortuna. Parte 2

Ti sei perso un pezzo? Vai a leggere “Nella sfortuna c’è chi trova la fortuna. Parte 1”

5) Per la terza volta abbiamo rotto il tablet, frantumato lo schermo. Siamo a Dalì in Cina, settembre 2014. Lavoriamo un paio di ore al giorno in cambio di alloggio gratuito nei dormitori dell’ostello.

Lola dorme sopra il letto a castello, Ivana sotto. Siccome è tardi invece che parlare o bisbigliare, decidiamo di scrivere sul telefono e quindi passarcelo tramite il cavo usb collegato ad esso, non è stata una genialata. A Ivana detta anche mani di burro, le scivola il telefono e le cade con lo spigolo sul tablet non solo frantumando lo schermo, ma anche il sensore touch.

Dali'

Non ci disperiamo sia perché grazie a questo viaggio non siamo più attaccate alle cose materiali, che perché sapevamo di tornare a Chengdu, nel cuore della Cina, la città dove si trova il Digital Square, il paradiso elettronica. In questo fantastico posto siamo riuscite a sostituire lo schermo al nostro tablet e cambiare la lente della nostra macchina fotografica Cannon G12, sgraffiata in Mongolia sulle dune del Golden Gobi Desert per via del vento e la sabbia. Tutti ci avevano detto, anche in Giappone alla sede principale Cannon, che avremmo dovuto comprarne una nuova.
Non tutti i mali vengono per nuocere, con meno di 80 € avevamo in mano una macchina fotografica e un tablet che luccicavano come se fossero appena usciti dalla fabbrica.

6) Penserete subito che siamo un po’ sfigate, ma per la quarta volta rompiamo il tablet, è scivolato dalle mani di Lola per terra a Yushuo nel sud della provincia del Qinghai in Cina.

Settembre 2014. Poco dopo averlo aggiustato a Chengdu. Questa volta non speravamo proprio di poterlo riparare. Non caricava, non si accendeva più, nessun cenno di vita. Eravamo nel mezzo di una regione isolata dal mondo dove una città distava dall’altra più di 6 ore di macchina, in quel momento avremmo davvero avuto bisogno delle mappe presenti su quel tablet. Ci diamo qualche momento per capire come fare a raggiungere la prossima destinazione, giriamo per la città finché due ragazzine del luogo cinesi di origine tibetane ci salutano e in un attimo ci invitano a casa loro a bere del tè tibetano salato.

Kora del Money Temple YushuoCi hanno tirato su il morale invitandoci a cena, coccolandoci con pietanze tipiche, dopo la scorpacciata siamo andati tutti in piazza a ballare danze locali insieme con quelli del paese. Abbiamo chiacchierato con loro fino a tarda notte e ci hanno spiegato come raggiungere le nostre prossime tappe, quale strada prendere e quale sconsigliano perché rotta o fangosa, insomma, ci hanno praticamente ridisegnato una mappa. Alla fine abbiamo anche domito da loro!

Chi se ne frega di rompere il tablet, conoscere una famiglia fantastica, è una delle cose belle della vita.

7) Ottobre 2014. Rimaniamo bloccate un giorno in più in Tibet per via del ghiaccio e della neve, soffriamo il freddo come non mai perché siamo obbligate a dormire in una delle loro case senza riscaldamento quando fuori c’era la bufera. Riusciamo a mangiarci un piatto caldo prima di andare a letto e a riempire le bottiglie di plastica con acqua calda per non congelare durante la notte.
Tutti sono ansiosi, preoccupati del maltempo, arrabbiati ancora prima del previsto all’idea che forse avrebbero dovuto pagare un giorno in più di visto. Noi no. Sappiamo per certo che qualcosa di meraviglioso sarebbe accaduto il giorno successivo. Ci svegliamo con un sole che spacca le pietre, tutto ricoperto di una neve così bianca da accecare. Dopo tantissime ore di attesa, la polizia ci dà il via libera per attraversare il passo alto quasi 6000 mt. Alle 3 del pomeriggio con il nostro furgone non 4×4, montiamo le catene e via, direzione confine col Nepal, nella speranza di arrivare in tempo per farci una doccia calda e dormire qualche ora prima di attraversare il confine a piedi il giorno seguente. La strada è sempre più bianca, il cielo è sempre più azzurro e il sole non smette mai di brillare.

5280 mt Catena dell'Himalaya - Tibet

Percorriamo tutto il passo che attraversa la catena montuosa dell’Himalaya. Riusciamo a vedere il tramonto più bello della nostra vita sulla cima più alta della montagna, scattare qualche foto dell’Everest e arrivare a Zhangmu a mezzanotte, giusto in tempo x lavarsi con l’acqua ghiacciata e crollare in un letto decisamente non pulito.
Arrabbiarsi e disperarsi non serve assolutamente a niente, quello che deve succedere accade comunque, quindi merita stare tranquilli e calmi e godersi gli avvenimenti così come vengono.

Ti è piaciuto l’articolo? Vai a leggere “Nella sfortuna c’è chi trova la fortuna. Parte 3”!

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