Nella sfortuna c’è chi trova la fortuna. Parte 3.

Ti sei perso un pezzo? Vai a leggere “Nella sfortuna c’è chi trova la fortuna. Parte 1”“Nella sfortuna c’è chi trova la fortuna. Parte 2”

8) Dopo il Tibet ci dirigiamo in un orfanotrofio a Kathmandu, Nepal, nel sud della città per dedicarci a fare un po’ di volontariato. Ottobre 2014.
Purtroppo ci accorgiamo subito che non è un luogo dove vogliamo restare. Non ci andava giù come trattavano e accudivano i ragazzi. Inoltre il primo giorno abbiamo donato dei vestiti e delle scarpe per gli studenti. Il giorno seguente abbiamo notato che ad indossarli erano le badanti, le “sister” come venivano chiamate e non i ragazzi.
Siamo rimaste incredule.

house for everyone
Nel frattempo veniamo invitate dalla “House for Everyone” (Casa per tutti) in Pokhara”, è un progetto ideato da un gruppo di russi tramite couchsurfing. Ognuno può alloggiarvici, basta inviare la richiesta ed aspettare conferma della disponibilità
Ci siamo ritrovate in un ambiente genuino, dove tutti aiutano tutti.
Per quasi tre settimane ci siamo godute non solo il panorama dell’ovest del Nepal, ma anche questa meravigliosa atmosfera tra hippy e anarchica. In questa casa abbiamo conosciuto persone stupende e generose provenienti da tutto il mondo e del posto. In particolare abbiamo stretto amicizia con Cirano, un ragazzo brasiliano di 33 anni più buono al mondo ed Elise, una ragazza Belga di 25 anni che dovrebbe venirci a trovare alle Filippine a Dicembre.

Ci sono persone che incontri e capisci subito che faranno parte della tua vita per sempre. Insieme a Elise abbiamo potuto fare volontariato tutte le mattine in una scuola per monache, chiamata Nunnery School, finanziata dal Dalai Lama. Per noi è stata la prima volta in assoluto che abbiamo insegnato inglese a delle monache. L’età variava dai tre fino ai tredici anni. Possiamo affermare, almeno fino ad oggi, che questa esperienza di volontariato è stata la più piacevole e coinvolgente in assoluto.
Non si può mai generalizzare, se una esperienza è negativa quasi sicuramente la seguente sarà super positiva.

9) Novembre 2014 siamo a Pokhara, Nepal. Durante una camminata per i villaggi limitrofi, Lola distrattamente perde il telefono nel fango. Appena ce ne accorgiamo inizia il diluvio universale. Eravamo con Cirano e Elise, senza nemmeno battere ciglio, abbiamo incominciato a cercarlo anche se il tempo non aveva alcuna intenzione di migliorare. Il miracolo non è successo, abbiamo cercato pure il giorno successivo chiedendo aiuto a quelli del villaggio, ma purtroppo dopo 16 mesi di viaggio, abbiamo dovuto dire “ciao” a tutti i nostri contatti, quelli vecchi di casa e quelli nuovi conosciuti durante questa straordinaria avventura. Non avevamo più instagram, viber,  wechat, line o whatsapp.
Vi ricordate di quando abbiamo rotto il tablet in Cina a Yushuo?
Ormai il tablet e i suoi accessori erano stati messi in una zip della custodia del portatile, tanto non l’avremmo tirato mai più fuori.

camminata con Cerrano e Elise

Una sera con il nostro amico brasiliano Cirano stringiamo un patto: “noi ti prepariamo gli gnocchi se tu dai un’occhiata al nostro tablet”, lui  ci risponde: “io sono un ingegnere e costruisco ponti, ma se volete ci provo”. Mentre Lola impastava sale, patate, uova e farina ed io preparavo il sugo al pomodoro, il miracolo accade. Cirano, il ragazzo sempre allegro anche dopo che gli hanno rubato tutto lo zaino in Turchia mentre dormiva in ostello, con le sue mani magiche e il pensiero sempre e solo positivo ripara il tablet. Lo ha aperto, sconnesso di tutti i sui cavettini elettrici, ci ha soffiato sopra e poi ha ricollegato il tutto. Quando ci ha urlato: c’è google!!! Noi abbiamo pensato per un istante, ma chi è google, avrà bussato alla porta? In meno di dieci secondi ci siamo messi a urlare e saltare tutti insieme, google è la schermata iniziale del nostro tablet Nexus 7.

Non so perché, ma quella sera tutto era più delizioso, gli gnocchi si scioglievano in bocca e il sugo era da leccarsi i baffi come nel film Chocolate con Jhonny Deep.
Nessuno troverebbe niente di bello nel perdere l’unico cellulare durante un viaggio così lungo e low cost,, invece noi ci siamo riuscite.
L’energia positiva brasiliana ci ha assalite, ora non ne possiamo fare più a meno. Grazie al tablet abbiamo ricominciato a scrivere con più piacere.

Questi non saranno nei primi negli ultimi disastri che ci capiteranno in un viaggio così, l’unica certezza che abbiamo è che qualsiasi cosa ci accadrà in futuro, l’affronteremo sempre con un meraviglioso e smagliante sorriso.

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