Vivere in Cina

Il cinese nasce, cresce e vive tutta la sua vita a “fare il suo dovere”.

La vita normale di un giovane è studiare.
La scuola inizia alle 7:30, termina alle 12:00 per pranzo, pausa fino alle 14:00, rientro a scuola fino alle 18:00, pausa per cena fino alle 18:45, poi di nuovo fino alle 22:00, dal lunedì al venerdì. Il sabato, fino alle 17:00.

A casa ha anche i compiti da fare.

Studenti di 17 anni vestiti tutti uguali.

Il sistema d’insegnamento è basato sulla ripetizione a voce alta, quindi gironzolare tra i corridoi di una scuola durante l’ora di lezione, significa ascoltare una costante cantilena di alunni che gridano in continuo le stesse cose. Non c’è un metodo costruttivo, tutti devono imparare tutto, non si sviluppano le qualità del singolo o l’intelligenza dell’alunno, non importa se sei più o meno predisposto ad una materia, devi memorizzare ciò che memorizzano tutti.
Persino l’ora di ginnastica è faticosa, l’attività fisica è più simile a quella che si può vedere in una caserma militare che in una normale scuola.

Non esiste divertimento, libertà, inventiva in nulla di ciò che fanno!

Finiti gli studi se sei “fortunato” trovi subito lavoro, ti sposi, fai un figlio.

Un solo genito perché il secondo ti costa più di 60000 ¥ (circa 8,000 euro) di tassa da dare allo stato.
Per la società cinese è impossibile pensare di non sposarsi, il concetto di famiglia è obbligatorio, una volta che la crei, ti è concesso un solo pargolo!

Il problema principale della Cina è lo stato che fa di tutto per impedire di avere un popolo “pensante”.

Come fa un giovane cinese a capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa cambiare e come farlo se non gli è concesso di vedere oltre?

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La comunicazione è monitorata costantemente: internet è offuscato, Google non è il loro motore di ricerca perché contiene troppe informazioni. Facebook è bloccato completamente, gli haker hanno trovato il modo di sbloccare il sito, ma ovviamente è a pagamento, la televisione ed i telegiornali fanno passare solo notizie ritenute ‘adatte’.

D’altro canto, chi ha studiato un po’ di più, ha la possibilità di venire a conoscenza che al di fuori della Cina il mondo è diverso e non come viene rappresentato dai media, il filtro dello stato cinese, ma solo i più ricchi possono permetterselo perché’ il visto per uscire dal paese costa davvero troppo!
Un decimo della popolazione parla inglese, quindi comunicare con gli stranieri, leggere degli articoli in internet o ascoltare le news del mondo è da non tenere in discussione.

Per loro riuscire a ripetere e copiare bene qualcosa, è una grande soddisfazione. Sono bravissimi nel replicare, perché non gli è stato insegnato ad essere creativi.

Per esempio sono riusciti a ripararci la nostra macchina fotografica Canon G12, aveva il vetrino dell’obiettivo rigato e le foto venivano tutte macchiate. Abbiamo girato 18 paesi, compreso il Giappone dove le producono. Tutti ci hanno risposto che non era possibile ripararla, in Cina, in 10 minuti, ci hanno smontato completamente la macchina sostituito il pezzo con uno originale e rimontato tutto perfettamente!

Riparazione della macchina fotografica

Hanno imparato che se non riescono a inventare qualcosa, possono semplicemente copiarla meglio!

Lavorare e guadagnare il più possibile è il loro obiettivo, in quanto in gran parte del paese i matrimoni sono ancora combinati, e utilizzano i risparmi per far sposare la figlia o per comprare casa al figlio e alla sua futura moglie.

Risparmiare è anche la loro sicurezza per il futuro. Non avendo sanità gratuita e pensione, tutti i soldi che mettono da parte gli serviranno per la vecchiaia.

Quando si trasferiscono in un altro paese, o almeno quando vengono in Italia, gli è concesso il lusso di fare il secondo figlio, che può andare a scuola gratis, che può studiare meno ore con una migliore qualità. Hanno capito che se vogliono andare in vacanza possono farlo addirittura per un mese, e non solo per una settimana all’anno. Se stanno male hanno l’assistenza sanitaria gratuita, e se pagano le tasse rientrano pure in un piano pensionistico!

Diciamo che non possiamo biasimarli.

Quindi un cinese all’estero non fa altro che cercare una vita migliore, perché come avrete intuito la vita per un cinese in Cina non è poi così facile.

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8 pensieri su “Vivere in Cina

  1. Un riassunto completo e molto azzeccato (purtroppo)! Anche io ho vissuto in Cina per un po’ e a stretto contatto con studenti del luogo. Una realtà difficile da gestire e che purtroppo lascia poche alternative alle nuove generazioni!
    E avete centrato il punto, il sistema è pazzesco e inquadra i ragazzi senza lasciare loro molto spazio per pensare o tirarsi fuori dal flusso. Amici cinesi mi hanno raccontato di come gli studenti si preparano tutta la vita per l’esame d’ammissione all’università, che in pratica, in base al prestigio dell’università in cui saranno ammessi, decide delle opportunità di lavoro e del loro futuro.

    In bocca al lupo per il vostro viaggio ragazze, ovunque voi siate 🙂

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  2. Brave!Bel pezzo divulgativo! Io in Cina ci ho vissuto per un po’, e non posso sottoscrivere il vostro messaggio, che è universale: conoscere e provare a comprendere l’altro, mettersi nei suoi panni senza far prevalere il pregiudizio! ciao, buona Cina, Paola

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